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Posts Tagged ‘sorgenti del Nilo’

Nel II secolo a.C. Tolomeo, astronomo e geografo greco, aveva tracciato una carta su cui riportava i Monti della Luna alle cui pendici una regione lacustre dove nasce un primo fiume e, più a valle, un secondo corso d’acqua, proveniente da un altro lago, si congiunge al Nilo.

Questo fece nascere il problema sull’origine del Nilo Azzurro e del Nilo Bianco.

Lo scopritore del Nilo Azzurro fu Jemes Bruce, partito da Algeri nel 1765, si recò al Lago Tana e lo esplorò fino a trovare le cascate di Tississat. Convinto che questa fosse la sorgente del Nilo; risalì il Piccolo Abai, emissario principale del lago Tana e originario anche del Nilo, proclamò così di aver risolto il mistero. In realtà aveva localizzato le sorgenti del Nilo Azzurro.

Richard Francis Burton

In seguito la Royal Geographical Society e il Foreign Office organizzarono una missione ufficiale e l’affidarono a due esperti dell’Africa ed ex ufficiali dell’esercito delle Indie: John Hanning Speke e Richard Burton.

I due ex ufficiali partirono il 16 giugno 1857. Inizialmente la spedizione doveva essere così costituita:

100 portatori;

50 autoctoni per gli scambi commerciali, pagamento pedaggi e contatti con le popolazioni locali;

30 uomini armati come scorta.

John Hanning Speke

Ciò non fu possibile e i membri furono ridotti della metà. Carichi di pesi, i portatori, dovettero affrontare le avversità del territorio venendo, così, decimati dalla stanchezza e dalle malattie. Gli stessi Speke e Burton si ammalarono gravemente e furono costretti a sostare per qualche tempo a Kazeh.

Ripresa la marcia, Burton si diresse verso ovest, anche se la guida araba gli suggeriva di spingersi a nord verso il lago Nyanza.

Il 13 febbraio del 1858 i due raggiunsero il lago Tanganica, ma costretti nuovamente dalle malattie, sostarono a Ugigi. Speke rimase temporaneamente cieco per un’infiammazione oculare, Burton era quasi paralizzato. Ripresa l’esplorazione dell’estremità settentrionale del Tanganica, scoprirono l’imbocco del Ruzizi. Speke non aveva dubbi: non era il Nilo, il lago era a un’altitudine troppo bassa (772 m) per alimentare un fiume come il Nilo.

    Burton e Speke tornarono a Kazeh, intanto tra loro prendevano forma i primi attriti. Speke partì da solo verso nord, Burton, ancora malato, restò a Kazeh.

    Il 3 agosto 1858 Speke giunse a Mwanza dove scoprì il lago Nyanza (68.000 Kmq) e lo battezzò Vittoria. Senza cercarne uno sbocco, tornò a Kazeh e con Burton, incredulo, rientrarono a Londra.

    Contrariamente a quanto promesso a Burton, Speke comunicò alla Rolyal Geographical Society di aver trovato le sorgenti del Nilo.

    La diatriba che ne nacque spingerà Livingstone a cercare egli stesso le sorgenti per difendere e avvalorare la tesi di Burton.

    Speke ripartì per l’Africa con Jemes Augustus Grant, anch’egli ex ufficiale. Arrivati al Lago Vittoria, Speke e Grant si separarono per esplorare da due vie diverse il Lago: Grant verso nord e Speke verso est.

    Il 28 luglio 1862 Speke scoprì le cascate, battezzate Ripon, che confermarono la sua ipotesi: era il lago Vittoria a dare origine al Nilo.

    Tornati a Londra, la società geografica organizzò il faccia a faccia tra Speke e Barton, ma il giorno prima Speke muore misteriosamente in un incidente di caccia. Alcuni ipotizzarono il suicidio.

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